QUESTA SONO IO

                     

                      
                        Harry Potter Studios, London 2019 

Miglio di Biella, 2019

2 luglio 1989, 

a brevissimo 32 anni anche se dentro di me, mi sento ferma a 27, precisamente al 10 aprile 2016, il giorno in cui durante una gara ad Alba, è iniziato il calvario dell'infortuni al piede, conclusosi solamente dopo 2 interventi chirurgici e 3 anni dopo, con un contorno di tantissima fisioterapia, ricadute e fastidi sempre nuovi. 

In questo arco di tempo lunghissimo sono stata costretta ad un "tu per tu" con me stessa. Dopo un po' di mesi, quando ho iniziato a capire che non sarebbe stata una cosa facile e veloce, ho dovuto trovare una via diversa dalla mia solita strada tracciata per sopravvivere psicologicamente, senza mollare. 

Infatti, se non fosse che ancora oggi è complicato raggiungere i livelli precedenti l'infortunio, devo riconoscere che quel periodo ha rappresentato tanto per me. Intanto, a Novembre 2016 ho scoperto lo Yoga: molto per caso, su consiglio di un'amica che mi vedeva soffrire senza la corsa. Se non mi fossi trovata in quella situazione, non mi sarei avvicinata a questo mondo, almeno, non in quel momento. 

Lo Yoga, sia dal punto di vista pratico che da quello mentale, mi ha aiutata a vedere la vita secondo prospettive diverse e, per quanto debba ancora crescere, migliorare e cambiare alcune cose, mi sento più consapevole. Il fatto che sia pian piano diventato il mio lavoro forse ha fatto perdere un po' di magia, nel senso che insegnando mi immergo meno in me stessa, come la disciplina permetterebbe e consiglierebbe di fare e sono più proiettata all'esterno. Quindi, al momento, sto prendendo soprattutto i benefici fisici che derivano dalla pratica, se in futuro dovessi poi avere più tempo, sono certa che altri aspetti della pratica e di me stessa verranno fuori. 

Durante questo periodo sono nati Geronimo e "Le peripezie di un fenicottero". Come? Su una panchina di Piazza di Spagna a Roma, in compagnia di Manu, la mia "cugi". 

Sinteticamente, nel dicembre 2015 dovevamo andare in Irlanda, tutto prenotato, io trovo una sottospecie di lavoro da Gamestop e salta tutto. Nel dicembre 2016 dovevamo andare in Irlanda, tutto prenotato, a me operano al piede e salta tutto. Nel febbraio 2017 avevamo già programmato che avrei accompagnato Manu a Roma per il concorso di psicologia ad Ostia, 3 febbraio mi operano per la seconda volta al piede, non salta  niente perché decido di partire con le stampelle e vivere un calvario romano senza precedenti! 

Arrivando subito al punto, tra le mille soste su ogni tipo di seduta che trovavamo in giro, ci fu quella tappa in Piazza di Spagna in cui lo scambio tra noi fu "dobbiamo trovare un nome a questo piede", "beh, stai saltellando, direi Geronimo e Stilton per le due stampelle", "quindi, chiamiamo Geronimo il piede", "ok, diciamo che sembri più un fenicottero però, sempre con la gamba su". E da qui, Geronimo, il fenicottero e le sue peripezie, vissute tra infortuni, casi umani e sociali, sfighe e coincidenze assurde. 



La strada per tornare alla corsa è stata lunga e travagliata e non ce l'avrei mai fatta senza il supporto di tante persone, prima fra tutte il mio allenatore, Luca. 
Lui ha vissuto tutto dell'infortunio, le parti concrete di terapie e recuperi a quelle emotive di crisi e dubbi e mai si è tirato indietro. Tante volte ci siamo sentiti chiedere perché continuavamo a lottare per questi obiettivi, perché magari non cambiare rotta, mai ci siamo fermati a dar retta queste voci, sempre abbiamo continuato sulla nostra strada e alla fine, abbiamo avuto ragione. O meglio, stiamo avendo ragione! 

Oggi, 28 giugno 2021, siamo lì lì per decidere quando gareggiare sugli 800, possibilmente prima dell'11 luglio, in modo da rischiare di poter migliorare il punteggio per la Società che, dal 2019 è diventata La Quercia di Rovereto, un mio piccolo sogno da sempre. 
L'atletica è sempre stata parte di me e, nel bene e nel male, mi ha resa ciò che sono più di qualsiasi altra cosa. 
Nel bene io riconosco la ferrea disciplina, laddove ci sono obiettivi da perseguire, nel male è che questa ferrea disciplina tende a non mollare mai, quindi nella quotidianità talvolta divento un po' rigida e questo mi porta a non sapere lasciare andare, principio base dello Yoga tra l'altro.
Nel bene io riconosco anche la determinazione e la capacità di rialzarsi, fisicamente e mentalmente, dopo una delusione o una difficoltà, aspetto che nella vita quotidiana devo ancora imparare un po', perché tendo ad abbattermi facilmente, anche se poi è vero, alla fine reagisco e mi tiro su sempre, però è ancora più apparente che interiore. Dentro faccio ancora fatica. 
L'atletica è arrivata in un momento cruciale della mia vita, quando dovevo rifarmi da una sconfitta personale, che negli anni sarebbe poi diventata un rimpianto non ancora del tutto superato. Volevo quindi trovare qualcosa che mi mettesse alla prova e di fronte ai miei limiti. Ho iniziato con la velocità e gli ostacoli, per poi arrivare al mezzofondo per seguire la mia allenatrice di allora. Non so se sia stata la scelta giusta, però ora gli 800m sono veramente il mio cuore. 
L'atletica è arrivata al Liceo, scuola che onestamente rifarei per poterla fare meglio: impegno che ci ho messo, minimo, vergognoso! Però me la sono sempre cavata dai, un po' di insufficienze varie qua e là, un paio di debiti di fisica, ma alla fine senza grossi intoppi l'ho portato a termine. Una cosa che mi è mancata di questa esperienza scolastica è stato il gruppo classe, eravamo abbastanza pessimi come gruppo, però da lì è nata l'amicizia che dura ancora adesso e che è un mattone indispensabile nella piramide della mia vita, Manu, in arte "cugi". 


Noi abbiamo in realtà iniziato a legare dopo la scuola, precisamente un giorno d'estate, a Pinerolo, portando la sua tartaruga Speedy dal veterinario! Decisiva quell'uscita, da lì in poi pur avendo vite totalmente diverse, tempistiche quasi opposte, impegni che male si incastrano e personalità che più differenti non potrebbero essere, lei è una delle persone assolutamente indispensabili per me e senza la quale, la mia vita, non sarebbe la stessa cosa. 
L'altra persona meravigliosa e parte indiscussa del mio mondo, è Veronica. 


La nostra amicizia è nata sul campo da Hockey, in un'occasione neanche tanto piacevole per entrambe, un raduno della Nazionale, vissuto malissimo da me e da lei che, dopo un paio di giorni è tornata a casa per infortunio, lasciandomi da sola, nella mia valle di lacrime. 
Tornata a casa però non ci siamo mai perse. Allora non esistevano i social, quindi siamo andate avanti tantissimo con scambi di e-mail che, oggi, si sono tramutate in millemila minuti di audio, una cosa stupenda che è solo nostra ed è bellissimo così. 
Lei c'è sempre, anche se distante e c'è in un modo talmente genuino, sincero, trasparente e totale, che è diventata un mio punto di riferimento, per qualsiasi cosa perché so che lei mi conosce, so che parla e si esprime per il mio bene sempre. 
Lei per i miei 30 anni mi ha organizzato una sorpresa top: mi ha prelevata in stazione a Rho, siamo andate in aeroporto a Bergamo, lì mi ha svelato la destinazione: gli Harry Potter Studios a Londra!!! Non ci volevo credere!


E, poco dopo, con Luca, sono andata per la prima volta a Disneyland Paris... un 30 esimo compleanno indimenticabile!!!


Il 2020 è stato un anno particolare per il mondo intero, grazie alla pandemia. Tra l'altro, per non farci mancare nulla, io e Manu eravamo a Roma, per un weekend relax quando è scoppiata la notizia e tutti i successivi casini, portandoci a viaggiare per 9 ore sul treno da Roma a Torino!!!!
Però è stato allo stesso tempo un anno straordinariamente emozionante: il 1° luglio sono andata a vivere da sola, un passo che ho sempre sognato di riuscire a fare ma che ho sempre temuto di non riuscire a realizzare.
Quella stessa estate succede un'altra cosa che mi ha rivoluzionato la vita da allora ed è l'incontro con lui. Non voglio fare la smielata, anche se amo follemente le storie alla Nicholas Sparks e i lieti fini, però lui merita delle frasi speciali. 
Dal primo sguardo, è scattato qualcosa. L'ho guardato negli occhi, gli ho parlato e non ci ho capito più niente. Da lì abbiamo iniziato a sentirci e uscire, conoscerci e scoprire che facevamo il compleanno lo stesso giorno. Allora ho iniziato a farmi tutti i castelli per aria relativamente al destino del nostro incontro e niente, per me lui era la persona che aspettavo da sempre, lo è ancora adesso. 
Non posso prevedere il futuro, ma in questo caso uno dei miei desideri più grandi è che lui possa farne parte sempre, perché proprio per tutte le nostre differenze, mi sta sconvolgendo e arricchendo la vita, in un modo che neanche lui riesce a vedere. 
Quando sto con lui è come se il mondo esterno smettesse di esistere. 
Quando non sono con lui, non riesco a non pensarlo sempre.
Ho pensato in passato di essere innamorata, ma, secondo me, l'amore vero è questo. Doveva arrivare lui a farmelo capire. 
E a farmi capire che da innamorata tutta quella determinazione e forza che ho in pista, viene meno quasi totalmente!! Mamma mia, impressionante quanto ci si sente disarmati di fronte alla potenza di questo sentimento. 



Il destino ha caratterizzato il mio 2020 - 2021 anche lavorativamente, infatti quest'anno ho lavorato nella mia ex scuola media, con alcuni dei miei ex professori, impressionante subito, emozionante a pensarci dopo! Era tutto uguale ad allora, solo che io ero dalla parte opposta della cattedra, un'esperienza che prima della scelta dalle graduatorie, mai avrei pensato di vivere! 
Ora, nonostante tutte le difficoltà di quest'anno, spero di tornarci il prossimo anno, ma è giurato che se ci spero troppo, poi finisce come l'anno scorso a Villafranca, quindi vivo serena fino al 31 agosto, da lì in poi chi vivrà, vedrà. 

Infine, io sono una mammona. 
Sono legata a mia mamma in modo viscerale da sempre, non me ne vergogno assolutamente a dirlo.
Lei è la mia àncora di salvezza, il mio punto fermo in un mare di casini. Quando c'è lei, io mi tranquillizzo e quando non sono tranquilla, vado da lei. 
A lei devo tantissimo, quasi tutto. 


Tutto ciò che manca non è secondario, verrà prossimamente esposto. 
Tipo, il fatto che ho anche un fratellino speciale, per il quale darei la vita. Ecco, lui merita un capitolo a parte. 






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